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	<title>Numero 1/2022 Archivi - Rivista di Dottrina Fiscale</title>
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	<title>Numero 1/2022 Archivi - Rivista di Dottrina Fiscale</title>
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		<title>Premessa alla rivista</title>
		<link>https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/premessa-alla-rivista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Boria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2022 21:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Numero 1/2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Rivista di Dottrina Fiscale ha carattere acca­demico ed è rivolta all’ampia platea di studiosi del diritto tributario che intendono approfondire tematiche giuridiche poste da questo settore ordinamentale. In particolare, la Rivista è destinata a contenere tipicamente contributi della dottrina su temi della fiscalità nazionale, europea e internazionale.</p>
<p>Scarica il PDF La Rivista di Dottrina Fiscale viene inaugurata con questo primo numero.Si tratta, come evidente già dal titolo, di una rivista di carattere accademico e scientifico rivolta all’ampia platea di studiosi del diritto tributario che intendono approfondire tematiche giuridiche poste da questo settore <span class="more-button"><a class="more-link" href="https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/premessa-alla-rivista/">Continue Reading</a></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Rivista di Dottrina Fiscale ha carattere acca­demico ed è rivolta all’ampia platea di studiosi del diritto tributario che intendono approfondire tematiche giuridiche poste da questo settore ordinamentale. In particolare, la Rivista è destinata a contenere tipicamente contributi della dottrina su temi della fiscalità nazionale, europea e internazionale.</p>

<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://dottrinafiscale.it/wp-content/uploads/2023/01/RDF-Pietro-Boria-premessa-1-2022.pdf">PDF</a></p>
<hr>
<p style="text-align: justify;">La Rivista di Dottrina Fiscale viene inaugurata con questo primo numero.<br>Si tratta, come evidente già dal titolo, di una rivista di carattere accademico e scientifico rivolta all’ampia platea di studiosi del diritto tributario che intendono approfondire tematiche giuridiche poste da questo settore ordinamentale. In particolare, questa Rivista è destinata a contenere tipicamente contributi della dottrina su temi della fiscalità nazionale, europea e internazionale. Nella Rivista, pertanto, non verranno riportati documenti giuridici – come normativa, giurisprudenza, prassi amministrativa – che possono essere agevolmente reperiti su altre fonti. Ed invero, le riviste scientifiche, oramai, assumono sempre più il carattere di uno strumento per l’approfondimento e non per l’informazione normativa, per l’analisi delle criticità giuridiche e non per la descrizione della disciplina. Proprio in tale prospettiva, assume significato la predisposizione di un ulteriore contenitore di contributi dottrinali che si affianca ed aggiunge a quelli, molto autorevoli, già esistenti.</p>
<p style="text-align: center;">*****</p>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo generale di questa rivista periodica – semestrale almeno in una prima fase &#8211; è quello di fornire spunti ed elementi ricostruttivi per tracciare una teoria del fenomeno fiscale che possa valere (perlomeno negli auspici di chi scrive) da premessa logica per lo studio del diritto tributario, sia sotto il profilo normativo, sia nella dimensione istituzionale, economica e della finanza pubblica. Il fenomeno fiscale costituisce un fattore decisamente rilevante per la coesistenza delle (plurime) comunità a cui ciascun individuo appartiene. Ed invero, il potere tributario va considerato come un elemento fondante dell’ordine sociale. La determinazione del livello di risorse da mettere al servizio dei programmi collettivi e la fissazione dei criteri di distribuzione tra i consociati costituiscono, infatti, meccanismi essenziali per la stessa sussistenza della comunità (nazionale, locale, europea) e producono la rappresentazione della logica di coesione e di partecipazione che, per l’appunto, esprime la visione del gruppo e del vivere insieme. Così, il potere tributario si presenta come uno dei dati qualificanti dell’immagine della comunità, auto-referenziale poiché rivolta tipicamente a sé stessa, e quindi auto-generata. Il potere tributario si atteggia pertanto a fondamentale “legatura sociale” che spiega le ragioni ed i modi di appartenenza all’interno della comunità (nazionale, locale, europea).</p>
<p style="text-align: center;">*****</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente, questa Rivista adotterà i parametri ormai consolidati dei contributi dottrinali, valorizzando l’originalità della ricerca, il rigore metodologico, la coerenza argomentativa, l’ampiezza bibliografica e delle fonti. Con pari naturalezza verrà rispettata, in modo assoluto, l’indipendenza del pensiero dell’Autore e la libertà dei contenuti scientifici prospettati. I contributi che verranno pubblicati avranno superato il giudizio di un valutatore esterno alla Direzione ed indipendente, secondo i meccanismi della <em>blind peer review</em> stabiliti dall’ANVUR. La Direzione si impegna altresì a supportare gli Autori nel lavoro di studio e di ricerca attraverso forme di dialogo ragionato con altri esperti delle materie trattate, nella convinzione che il pensiero dottrinale esprime i migliori risultati a seguito del confronto con colleghi per ragionare, discutere, approfondire, sviluppare insieme i temi giuridici.&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">*****</p>
<p style="text-align: justify;">L’auspicio è che questa nuova Rivista possa fornire adeguati elementi di ragionamento intorno alla funzione fiscale, e quindi ad un fattore decisivo della qualità della dimensione esistenziale. Lo studio del diritto tributario può infatti contribuire alla ottimizzazione delle azioni, individuali e collettive, che guidano il vivere insieme. <em>“La grammatica dell’azione – l’azione è l’unica facoltà umana che esige una pluralità di uomini – e la sintassi del potere – il potere è l’unico attributo umano che si esplica solo in quello spazio terreno fra gli uomini per mezzo del quale gli uomini sono reciprocamente collegati – confluiscono nell’atto della fondazione, grazie alla facoltà di fare e mantenere le promesse, che nel campo della politica è forse la più alta delle promesse”</em> (H. Arendt <em>Sulla rivoluzione</em>, 1963, trad. ital. Torino 2009, 199).</p>
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		<title>No taxation without representation. La formazione storica del principio del consenso alla tassazione</title>
		<link>https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/no-taxation-without-representation-la-formazione-storica-del-principio-del-consenso-alla-tassazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Boria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2022 21:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Numero 1/2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Rivista di Dottrina Fiscale ha carattere acca­demico ed è rivolta all’ampia platea di studiosi del diritto tributario che intendono approfondire tematiche giuridiche poste da questo settore ordinamentale. In particolare, la Rivista è destinata a contenere tipicamente contributi della dottrina su temi della fiscalità nazionale, europea e internazionale.</p>
<p>Scarica il PDF Sommario: 1. No taxation without representation in Inghilterra nel XVII sec.. – 1.1. Le origini della riserva di legge: la Petiton of rights del 1640. – 1.2. Segue: il Bill of rights del 1689. – 1.3. No taxation without representation nel costituzionalismo <span class="more-button"><a class="more-link" href="https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/no-taxation-without-representation-la-formazione-storica-del-principio-del-consenso-alla-tassazione/">Continue Reading</a></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Rivista di Dottrina Fiscale ha carattere acca­demico ed è rivolta all’ampia platea di studiosi del diritto tributario che intendono approfondire tematiche giuridiche poste da questo settore ordinamentale. In particolare, la Rivista è destinata a contenere tipicamente contributi della dottrina su temi della fiscalità nazionale, europea e internazionale.</p>

<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://dottrinafiscale.it/wp-content/uploads/2023/01/RDF-1-2022-n.2-Pietro-Boria.pdf" target="_blank" rel="noopener">PDF</a></p>
<hr>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sommario: 1.</strong> No taxation without representation in Inghilterra nel XVII sec.. <strong>– 1.1</strong>. Le origini della riserva di legge: la Petiton of rights del 1640. <strong>– 1.2</strong>. Segue: il Bill of rights del 1689. <strong>– 1.3</strong>. No taxation without representation nel costituzionalismo inglese.<strong> – 1.4</strong>. Il pensiero di Hobbes conferma la contrapposizione tra interessi individuali ed interesse pubblico alla percezione dei tributi. <strong>– 1.5</strong>. Il pensiero di Locke: il primato dell’individuo e la strumentalità del potere tributario alla sicurezza e al benessere individuale. <strong>– 1.6.</strong> Il passaggio dal potere del sovrano al potere dello Stato quale carattere qualificatorio del costituzionalismo inglese in materia fiscale. <strong>– 2.</strong> Il consenso alle imposte nella Rivoluzione americana. <strong>– 2.1.</strong> Il consenso alle imposte nella Rivoluzione americana. <strong>– 2.2.</strong> La vocazione democratica della dottrina americana. <strong>– 2.3.</strong> La rappresentanza democratica come elemento fondamentale della Rivoluzione americana. <strong>– 2.4.</strong> La teoria del consenso popolare rispetto alla legislazione fiscale negli Stati Uniti d’America (no taxation without representation). <strong>– 3.</strong> Il principio del consenso popolare nella Rivoluzione francese.<strong> – 3.1.</strong> La Rivoluzione francese e la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. <strong>– 3.2.</strong> Il consenso popolare del modello costituzionale dell’illuminismo francese. <strong>– 3.3.</strong> Segue. La tutela della sfera economica favorisce l’adesione a modelli di consenso popolare al tributo. <strong>– 3.4. </strong>Il pensiero di Montesquieu sulla funzione fiscale.<strong> – 4</strong>. Considerazioni generali sul processo evolutivo del principio del consenso alla tassazione. <strong>– 4.1.</strong> La trasformazione del potere tributario a seguito di eventi rivoluzionari e le prime carte costituzionali. <strong>– 4.2</strong>. Le linee di sviluppo del potere tributario fiscale nel costituzionalismo moderno. <strong>– 4.3</strong>. Distinzione della tradizione anglosassone, ispisrata alla protezione dell’individuo, rispetto alla tradizione continentale, orientata alla tutela dello Stato. <strong>– 4.4</strong>. La connotazione del potere tributario a seguito delle rivoluzioni dello Stato moderno. <strong>– 4.5.</strong> L’emersione di un nucleo comune al costituzionalismo moderno: la spersonalizzazione del potere tributario. <strong>– 4.6.</strong> Si sviluppa l’idea di un diritto tributario come contenitore del potere tributario.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Con le rivoluzioni del XVII secolo e del XVIII secolo e con l’affermazione del costituzionalismo moderno cambia il modello di esercizio del potere tributario, imponendosi la contrattazione tra l’autorità del sovrano ed il consenso parlamentare (al posto della sola decisione autoritaria del sovrano). In ciascuno dei paesi coinvolti (Inghilterra, Stati Uniti d’America e Francia) si assiste ad una metamorfosi dell’ordine fiscale che vale a modificare la portata concettuale del codice sociale. A partire dalle rivoluzioni dello Stato moderno, la funzione fiscale può essere identificata come un valore che permea intrinsecamente il sistema tributario. Il potere tributario viene così innervato dalla finalità collettiva di perseguire il bene comune, secondo la determinazione non più auto-referenziale del sovrano e dell’oligarchia dominante, bensì stabilita in base al consenso parlamentare rappresentativo di una volontà popolare diffusa.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">With the revolutions of the seventeenth and eighteenth centuries and the rise of modern constitutionalism, the model for the exercise of taxation power changes, imposing bargaining between the authority of thesovereign and parliamentary consensus (instead of the sovereign’s authoritariandecision alone). In each of the countries involved (England, the UnitedStates of America and France), there is a metamorphosis of the fiscal orderthat is worth changing the conceptual scope of the social code. Beginning with the revolutions of the modern state, the tax function canbe identified as a value that intrinsically permeates the tax system. Tributary power is thus innervated by the collective purpose of pursuingthe common good, according to the determination no longer self-referentialto the sovereign and the ruling oligarchy, but established on the basis of parliamentaryconsensus representative of a widespread popular will.</p>
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		<title>Economia sociale di mercato e sistema tributario nazionale. Prime riflessioni</title>
		<link>https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/economia-sociale-di-mercato-e-sistema-tributario-nazionale-prime-riflessioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rossella Miceli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2022 21:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Numero 1/2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Rivista di Dottrina Fiscale ha carattere acca­demico ed è rivolta all’ampia platea di studiosi del diritto tributario che intendono approfondire tematiche giuridiche poste da questo settore ordinamentale. In particolare, la Rivista è destinata a contenere tipicamente contributi della dottrina su temi della fiscalità nazionale, europea e internazionale.</p>
<p>Scarica il PDF Sommario: 1. Premessa sistematica. – 2. L’economia sociale di mercato: evoluzione storica. – 2.1. (segue): i principi generali e i riflessi sulla politica fiscale. – 3. L’economia sociale di mercato nel progetto europeo. Evoluzione dal Trattato di Roma al Fiscal Compact. – <span class="more-button"><a class="more-link" href="https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/economia-sociale-di-mercato-e-sistema-tributario-nazionale-prime-riflessioni/">Continue Reading</a></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Rivista di Dottrina Fiscale ha carattere acca­demico ed è rivolta all’ampia platea di studiosi del diritto tributario che intendono approfondire tematiche giuridiche poste da questo settore ordinamentale. In particolare, la Rivista è destinata a contenere tipicamente contributi della dottrina su temi della fiscalità nazionale, europea e internazionale.</p>

<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://dottrinafiscale.it/wp-content/uploads/2023/01/RDF-1-2022-n.3-Rossella-Miceli.pdf">PDF</a></p>
<hr>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sommario: 1.</strong> Premessa sistematica.<strong> – 2.</strong> L’economia sociale di mercato: evoluzione storica.<strong> – 2.1.</strong> (segue): i principi generali e i riflessi sulla politica fiscale. <strong>– 3.</strong> L’economia sociale di mercato nel progetto europeo. Evoluzione dal Trattato di Roma al Fiscal Compact. <strong>– 3.1</strong>. L’impatto sul diritto tributario europeo. <strong>– 3.2.</strong> Gli strumenti della economia sociale di mercato nel progetto europeo. Gli aiuti di Stato fiscali.<strong> – 4.</strong> L’ordinamento nazionale e i principi dell’economia sociale di mercato. <strong>– 4.1.</strong> Il recepimento nazionale dei principi europei dell’economia sociale di mercato. <strong>– 4.2.</strong> La funzione fiscale nazionale e l’economia sociale di mercato: riflessioni. <strong>– 4.3.</strong> Il paradigma della fiscalità secondo l’economia sociale di mercato. – <strong>5.</strong> Considerazioni conclusive.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’economia sociale di mercato definisce la direzione dell’attuale politica europea. Si tratta di una importante linea di pensiero che impone una tutela dei valori sociali nel mercato in ossequio all’idea di fondo che la crescita economica presupponga quella sociale. La funzione fiscale nazionale è condizionata da tale linea politica, entrata nel nostro sistema nazionale attraverso i meccanismi naturali di integrazione giuridica. In questo assetto il tributo deve garantire i diritti economici e sostenere una crescita dei valori sociali nel mercato secondo le coordinate della economia sociale di mercato.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: revert;"><strong>Abstract</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: revert;">Social market economy qualifies the direction of current </span>European policy. It is an important guideline that requires the protection of social values in the market in according to the basic idea that economic growth presupposes social growth. The national fiscal function is conditioned by this political line, which entered into our national system through the natural mechanisms of European legal integration. In this framework, the tax law must guarantee economic rights and support a growth of social values in the market according to the coordinates of the social market economy.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Riflessioni sul Processo telematico tributario con particolare riguardo ai vizi di forma</title>
		<link>https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/riflessioni-sul-processo-telematico-tributario-con-particolare-riguardo-ai-vizi-di-forma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Puri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2022 21:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Numero 1/2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Rivista di Dottrina Fiscale ha carattere acca­demico ed è rivolta all’ampia platea di studiosi del diritto tributario che intendono approfondire tematiche giuridiche poste da questo settore ordinamentale. In particolare, la Rivista è destinata a contenere tipicamente contributi della dottrina su temi della fiscalità nazionale, europea e internazionale.</p>
<p>Scarica il PDF Sommario: 1. Premessa. – 2. I vizi di forma degli atti processuali: il formato nativo digitale e il principio di strumentalità delle forme processuali. – 3. Le attestazioni di conformità del difensore. – 4. L’autentica della procura. – 5. L’attestazione ai fini <span class="more-button"><a class="more-link" href="https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/riflessioni-sul-processo-telematico-tributario-con-particolare-riguardo-ai-vizi-di-forma/">Continue Reading</a></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Rivista di Dottrina Fiscale ha carattere acca­demico ed è rivolta all’ampia platea di studiosi del diritto tributario che intendono approfondire tematiche giuridiche poste da questo settore ordinamentale. In particolare, la Rivista è destinata a contenere tipicamente contributi della dottrina su temi della fiscalità nazionale, europea e internazionale.</p>

<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://dottrinafiscale.it/wp-content/uploads/2023/01/RDF-1-2022-n.4-Paolo-Puri.pdf">PDF</a></p>
<hr>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sommario: 1.</strong> Premessa. <strong>– 2</strong>. I vizi di forma degli atti processuali: il formato nativo digitale e il principio di strumentalità delle forme processuali. <strong>– 3</strong>. Le attestazioni di conformità del difensore. <strong>– 4.</strong> L’autentica della procura. <strong>– 5.</strong> L’attestazione ai fini della prova della notifica dell’atto. <strong>– 6.</strong> L’attestazione di conformità del ricorso notificato rispetto all’originale. <strong>– 7.</strong> Le notifiche via pec con particolare riferimento agli atti impositivi. <strong>– 8.</strong> Esercizio del diritto di difesa e despazializzazione del processo: il caso delle udienze da remoto. <strong>– 9. </strong>L’impatto del processo telematico in Cassazione, con particolare riferimento ai ricorsi e controricorsi notificati via pec. <strong>– 10.</strong> Conclusioni.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: revert;"><strong>Abstract</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: revert;">Il presente contributo si propone di affrontare l’impatto che </span>la normativa in tema di digitalizzazione ha avuto sul processo tributario. In specie si porrà l’attenzione sulle conseguenze che eventuali vizi di forma possono comportare alla validità dell’atto nell’ambito del nuovo processo tributario telematico (PTT) anche alla luce dei principi generali nazionali ed europei che devono sempre ispirare la corretta interpretazione delle norme. Dopo un inquadramento generale della disciplina si analizzeranno alcune ricadute che il PTT ha avuto nell’esercizio del diritto di difesa affrontando problematiche di non facile soluzione per la presenza di formalismi che la digitalizzazione sembra rendere ancora più rigidi</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The purpose of this paper is to address the impact that the digitization legislation has had on the tax process. In particular, attention will be paid to the consequences that any formal defects may have on the validity<br>of the act in the context of the new telematic tax process (PTT), also in light of the general national and European principles that must always inspire the correct interpretation of the rules. After a general overview of the discipline, some of the repercussions that the PTT has had on the exercise of the right of defense will be analyzed, addressing issues that are not easy to solve due to the presence of formalisms that digitization seems to make even more rigid.</p>
<p>L'articolo <a href="https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/riflessioni-sul-processo-telematico-tributario-con-particolare-riguardo-ai-vizi-di-forma/">Riflessioni sul Processo telematico tributario con particolare riguardo ai vizi di forma</a> proviene da <a href="https://dottrinafiscale.it">Rivista di Dottrina Fiscale</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Basi concettuali e metodologiche per lo sviluppo di una teoria generale (e plurale) dell’invalidità nel settore tributario</title>
		<link>https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/basi-concettuali-e-metodologiche-per-lo-sviluppo-di-una-teoria-generale-e-plurale-dellinvalidita-nel-settore-tributario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Pepe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2022 21:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Numero 1/2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Rivista di Dottrina Fiscale ha carattere acca­demico ed è rivolta all’ampia platea di studiosi del diritto tributario che intendono approfondire tematiche giuridiche poste da questo settore ordinamentale. In particolare, la Rivista è destinata a contenere tipicamente contributi della dottrina su temi della fiscalità nazionale, europea e internazionale.</p>
<p>Scarica il PDF Sommario: 1. Premessa: l’invalidità nel settore tributario e l’apparente spinta verso un “rinnovato disinteresse” al tema. – 1.1. (segue): l’utilità di approfondire l’indagine in una prospettiva non più e non solo “dogmatica”, ma “teorica generale”. – 2.. La distinzione tra i sistemi <span class="more-button"><a class="more-link" href="https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/basi-concettuali-e-metodologiche-per-lo-sviluppo-di-una-teoria-generale-e-plurale-dellinvalidita-nel-settore-tributario/">Continue Reading</a></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/basi-concettuali-e-metodologiche-per-lo-sviluppo-di-una-teoria-generale-e-plurale-dellinvalidita-nel-settore-tributario/">Basi concettuali e metodologiche per lo sviluppo di una teoria generale (e plurale) dell’invalidità nel settore tributario</a> proviene da <a href="https://dottrinafiscale.it">Rivista di Dottrina Fiscale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Rivista di Dottrina Fiscale ha carattere acca­demico ed è rivolta all’ampia platea di studiosi del diritto tributario che intendono approfondire tematiche giuridiche poste da questo settore ordinamentale. In particolare, la Rivista è destinata a contenere tipicamente contributi della dottrina su temi della fiscalità nazionale, europea e internazionale.</p>

<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://dottrinafiscale.it/wp-content/uploads/2023/01/RDF-1-2022-n.5-Francesco-Pepe.pdf">PDF</a></p>
<hr>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sommario: 1.</strong> Premessa: l’invalidità nel settore tributario e l’apparente spinta verso un “rinnovato disinteresse” al tema. <strong>– 1.1.</strong> (segue): l’utilità di approfondire l’indagine in una prospettiva non più e non solo “dogmatica”, ma “teorica generale”. <strong>– 2.</strong>. La distinzione tra i sistemi giuridici di “validità” ed “invalidità”: osservazioni preliminari.<strong> – 2.1</strong>. Il “riconoscimento” e la “trasformazione” delle norme giuridiche cd. “primarie” di condotta come aspetti co-essenziali per la effettiva funzionalità dell’ordinamento giuridico nel suo complesso: la “naturale” previsione e presenza in esso di norme giuridiche cd. “secondarie”. <strong>– 2.2.</strong> (segue): la distinzione teorica tra norme secondarie di trasformazione “validative” ed “invalidative”. <strong>– 2.3.</strong> (segue): l’oggetto dei sistemi normativi secondari di “validità” ed “invalidità”: atti giuridici “dichiarativi” di norme giuridiche “primarie”. <strong>– 2.4. </strong>(segue): l’inclusione dell’atto in una attività giuridica: diversa rilevanza ai fini dei giudizi di “validità” ed “invalidità”.<strong> – 3.</strong> I diversi interessi e valori coinvolti nei fenomeni della&nbsp; “validità” e della “invalidità”. L’opportunità teorica di distinguere l’analisi su due livelli: legislativo-astratto ed applicativo-concreto. Disambiguazione del concetto di “norma” (secondaria). <strong>– 3. 1</strong>. Elaborazione legislativa-astratta: (i) la disciplina legale di “validità” e la definizione del “paradigma di validità” dell’atto. <strong>– 3. 2.</strong> (segue): (ii) la disciplina legale di “invalidità” e la selezione delle regole sostanziali e processuali di “ri-assorbimento” dell’atto viziato nel sistema.<strong> – 4.</strong> L’applicazione delle regole di “validità” ed “invalidità”: (i) il giudizio concreto di “validità”.<strong> – 4.1.</strong> (segue): (ii) il giudizio concreto di “invalidità” (rinvio). <strong>– 4.2.</strong> La cd. “irregolarità” degli atti giuridici quale questione “intermedia” tra i giudizi di “validità” e di “invalidità” in assenza di una comminatoria legislativa espressa di “invalidità” dell’atto. <strong>– 5.</strong> L’originaria (in)distinzione teorica tra “nullità” ed “inesistenza giuridica”: dalla dissoluzione della “nullità” nella “inesistenza”. <strong>– 5.1</strong>. (segue): alla dissoluzione della “inesistenza” nella “nullità” (codificata). <strong>– 5.2.</strong> (segue): il mutamento del quadro teorico generale e della disciplina processuale: la necessità oggi di operare una chiara distinzione tra “invalidità” ed “inesistenza giuridica”. <strong>– 5.3.</strong> La “gravità” del vizio, quale criterio pratico di distinzione tra atti “giuridicamente inesistenti” ed atti “nulli”: osservazioni critiche.<strong> – 6.</strong> L’“inesistenza giuridica” come “non rilevanza” dell’atto amministrativo per l’ordinamento; la “non rilevanza” giuridica “non necessità” di tutela; la “non necessità” di tutela come prodotto della “non imputabilità all’amministrazione” e/o della “non eseguibilità” dell’atto. <strong>– 6.1</strong>. (segue): pregi teorici dell’approccio teorico adottato: (i) in generale, con riferimento agli atti amministrativi.<strong> – 6.2</strong>. (segue): (ii) in particolare, con riferimento agli atti impositivi.<strong> – 6.3.</strong> La possibilità di atti impositivi “giuridicamente inesistenti” come ipotesi “di scuola”: cenni. <strong>– 7.</strong> Le forme di “invalidità”<br>degli atti impositivi: (i) la stretta “settorialità” del problema.<strong> – 7. 1.</strong> (segue): (ii) il carattere “pretorio” dello sviluppo dei sistemi di invalidità e la sua “doverosità costituzionale”. <strong>– </strong><strong>7.2.</strong> (segue): i limiti (teorici e pratici) all’opera “correttiva” degli interpreti. <strong>– 8.</strong> L’azione di “nullità” in senso stretto nel settore amministrativo e tributario come “deroga” alla definitività dell’atto, dunque come possibilità di ricorso oltre i normali termini decadenziali di impugnazione. <strong>–</strong> <strong>8.1.</strong> (segue): i margini di ammissibilità di una azione di “nullità” nell’ordinamento tributario vigente. <strong>– 9.</strong> L’evoluzione delle procedure di accertamento del tributo: la moltiplicazione delle occasioni di “definizione” della pretesa e la posizione del contribuente. <strong>– 9.1.</strong> (segue): il ruolo della motivazione dell’atto impositivo e le possibili conseguenze della sua mancanza: una ipotesi di “nullità” in senso stretto?</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: center;">Scopo del presente contributo è elaborare un apparato teorico di base che consenta, da un lato, di comprendere le (generali) dinamiche sottese alla nascita ed all’evoluzione dei sistemi normativi di “validità” e di “invalidità” degli atti giuridici; dall’altro, di cogliere come queste dinamiche si manifestino in relazione agli atti impositivi. Ciò, nella prospettiva di verificare (già oggi, <em>de iure condito</em>) l’esistenza di margini per uno sviluppo delle regole di invalidità nel settore tributario in termini “plurali”; tali cioè da ammettere – in via ermeneutica – l’ingresso di forme di invalidità ulteriori rispetto al tradizionale regime di “annullabilità”, quanto meno nei casi in cui (eccezionalmente) quest’ultimo dovesse risultare in concreto irragionevole, per eccesso o per difetto. In particolare, si valuta la possibilità di ammettere forme di “nullità” in senso stretto in relazione, in certe circostanze, in relazione al vizio di motivazione, da far valere attraverso le procedure e le liti da rimborso.<br><br><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The purpose of this contribution is to elaborate a basic theoretical apparatus that allows, on the one hand, to understand the (general) dynamics underlying the birth and evolution of the regulatory systems of “validity” and “invalidity” of legal acts; on the other hand, to understand how these dynamics are manifested in relation to taxation acts. This, with a view to verifying (already today, de iure condito) the existence of margins for a development of the rules of invalidity in the tax sector in “plural” terms; that is, such as to admit –&nbsp; hermeneutically – the entry of additional forms of invalidity with respect to the traditional regime of “annulability”, at least in cases where (exceptionally) the latter should be unreasonable in practice, for excess or defect. In particular, consideration is given to the possibility of admitting forms of “nullity” in the strict sense in relation, in certain circumstances, to the defect of motivation, to be asserted through the procedures and reimbursement litigation.</p>
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		<title>Imposte progressive sulle imprese, capacità contributiva, e diritto dell’Unione europea</title>
		<link>https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/imposte-progressive-sulle-imprese-capacita-contributiva-e-diritto-dellunione-europea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Orlandi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2022 21:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Numero 1/2022]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://dottrinafiscale.it/?p=313</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Rivista di Dottrina Fiscale ha carattere acca­demico ed è rivolta all’ampia platea di studiosi del diritto tributario che intendono approfondire tematiche giuridiche poste da questo settore ordinamentale. In particolare, la Rivista è destinata a contenere tipicamente contributi della dottrina su temi della fiscalità nazionale, europea e internazionale.</p>
<p>Scarica il PDF Sommario: 1 Introduzione. – 2. Le controversie risolte dalla Corte. – 3. Il carattere sostanzialmente esclusivo delle competenze nazionali in materia d’imposizione fiscale ed in particolare di armonizzazione delle imposte dirette. – 4. I limiti alle competenze statuali. – 5. La compatibilità <span class="more-button"><a class="more-link" href="https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/imposte-progressive-sulle-imprese-capacita-contributiva-e-diritto-dellunione-europea/">Continue Reading</a></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Rivista di Dottrina Fiscale ha carattere acca­demico ed è rivolta all’ampia platea di studiosi del diritto tributario che intendono approfondire tematiche giuridiche poste da questo settore ordinamentale. In particolare, la Rivista è destinata a contenere tipicamente contributi della dottrina su temi della fiscalità nazionale, europea e internazionale.</p>
<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://dottrinafiscale.it/wp-content/uploads/2023/01/RDF-1-2022-n.6-Maurizio-Orlandi.pdf">PDF</a></p>


<hr>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sommario</strong>: 1 Introduzione. <strong>– 2.</strong> Le controversie risolte dalla Corte. <strong>– 3.</strong> Il carattere sostanzialmente esclusivo delle competenze nazionali in materia d’imposizione fiscale ed in particolare di armonizzazione delle imposte dirette. <strong>– 4.</strong> I limiti alle competenze statuali. <strong>– 5.</strong> La compatibilità di un’imposta progressiva con il regime dell’IVA. <strong>– 6.</strong> Il concetto di capacità contributiva e la pregressa giurisprudenza della Corte di giustizia. <strong>– 6.1.</strong> Sul carattere non discriminatorio di un’imposta progressiva che colpisce in maniera più grave le imprese con sede sociale in altri Sati membri.<strong> – 6.2</strong>. La compatibilità delle imposte progressive con il divieto di concedere aiuti di Stato. <strong>– 6.3.</strong> L’eventuale effetto «protettivo » delle imposte progressive. <strong>– 7.</strong> La proposta di imposta europea sui servizi digitali.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Prendendo lo spunto da alcune sentenze della Corte di giustizia del 2020 e del 2021, l’articolo esamina la compatibilità dei sistemi di tassazione progressiva delle imprese con il diritto dell’Unione europea. In effetti, se gli Stati membri dell’UE sono liberi di definire il proprio sistema fiscale in maniera libera, non sono comunque legittimati ad imporre tributi incompatibili con la normativa europea.Sotto questo profilo, proprio in ragione della sua struttura, un’imposta progressiva è potenzialmente suscettibile di essere qualificata, come discriminatoria, selettiva o protettiva e dunque è suscettibile di violare una serie di norme del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea. Dal canto suo la Corte di giustizia ha rilevato che i sistemi impositivi a carattere progressivo, in quanto commisurati alla capacità contributiva dei contribuenti, rispondono ad esigenze di equità fiscale, elemento che consente loro di superare le registrate differenze nel trattamento dei contribuenti. Il principio europeo che legittima l’introduzione di tributi commisurati alla capacità contributiva sembra peraltro anche confermare la legittimità della proposta introduzione di una imposta europea sui servizi digitali, la quale è stata proposta dalla Commissione già nel 2018, ma che va resa compatibile con gli Accordi conclusi in sede di G8 e G20 nell’ottobre 2021.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Taking its cue from some judgments of the Court of Justice of 2020 and 2021, the article examines the compatibility of progressive taxes on corporates with European Union law. In fact, if the EU Member States are free to define their own tax system, they are not entitled to impose taxes that are incompatible with European legislation. From this point of view, precisely because of its structure, a progressive&nbsp; tax is potentially likely to be qualified, as discriminatory, selective or protective and therefore is likely to violate a series of provisions of the Treaty on the Functioning of the European Union. For its part, the Court of Justice has nevertheless found that progressive taxation systems, inasmuch as they are commensurate with the taxpayers’ ability to pay, meet the needs of fiscal equity, an element that allows them to overcome the recorded differences in the treatment of taxpayers. The European principle that legitimizes the introduction of taxes commensurate with the ability to pay also seems to confirm the legitimacy of the proposed introduction of a European tax on digital services, which was proposed by the Commission already in 2018, but which must be made compatible with the Agreements concluded at the G8 and G20 in October 2021.</p>
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		<title>Efficacia ultra partes della sentenza nella solitarietà tributaria</title>
		<link>https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/efficacia-ultra-partes-della-sentenza-nella-solitadieta-tributaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Picciaredda]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2022 21:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Numero 1/2022]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://dottrinafiscale.it/?p=315</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Rivista di Dottrina Fiscale ha carattere acca­demico ed è rivolta all’ampia platea di studiosi del diritto tributario che intendono approfondire tematiche giuridiche poste da questo settore ordinamentale. In particolare, la Rivista è destinata a contenere tipicamente contributi della dottrina su temi della fiscalità nazionale, europea e internazionale.</p>
<p>Scarica il PDF Sommario: 1 L’ottemperanza. Premessa introduttiva. – 2. Caratteri generali. – 2.1. Il giudizio di ottemperanza: evoluzione storica ed inquadramento sistematico. – 2.2. Il giudizio tributario di ottemperanza: peculiarità strutturali e rapporti con l’esecuzione forzata civilprocessualistica. – 2.3. La disciplina positiva. Presupposti processuali <span class="more-button"><a class="more-link" href="https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/efficacia-ultra-partes-della-sentenza-nella-solitadieta-tributaria/">Continue Reading</a></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Rivista di Dottrina Fiscale ha carattere acca­demico ed è rivolta all’ampia platea di studiosi del diritto tributario che intendono approfondire tematiche giuridiche poste da questo settore ordinamentale. In particolare, la Rivista è destinata a contenere tipicamente contributi della dottrina su temi della fiscalità nazionale, europea e internazionale.</p>
<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://dottrinafiscale.it/wp-content/uploads/2023/01/RDF-1-2022-n.7-Franco-Picciaredda.pdf">PDF</a></p>


<hr>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sommario</strong>: 1 L’ottemperanza. Premessa introduttiva. <strong>– 2.</strong> Caratteri generali. <strong>– 2.1.</strong> Il giudizio di ottemperanza: evoluzione storica ed inquadramento sistematico. <strong>– 2.2.</strong> Il giudizio tributario di ottemperanza: peculiarità strutturali e rapporti con l’esecuzione forzata civilprocessualistica. <strong>– 2.3.</strong> La disciplina positiva. Presupposti processuali ed oggetto del giudizio. <strong>– 3.</strong> I rapporti con l’istituto sostanziale della solidarietà passiva. Il ricorso per ottemperanza come possibile strumento di tutela delle ragioni del coobbligato in solido estraneo al giudizio.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il presente articolo analizza il giudizio di ottemperanza, in particolare tenendo in considerazione l’esecuzione del giudicato nei confronti dei coobbligati solidali. Esso rappresenta un elemento fondamentale per comprendere la non solo l’applicazione pratica della solidarietà tributaria, ma anche e soprattutto il recepimento della regola che consente l’estensione in utilibus del giudicato, con particolare attenzione ai risvolti in materia tributaria.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">This article analyses the judgement of compliance, in particular taking into consideration the enforcement of the judgement against jointly and severally liable co-obligors. It represents a fundamental element for understanding not only the practical application of tax solidarity, but also and above all the implementation of the rule allowing the extension in utilibus of the judgement, with particular attention to the implications in tax matters.</p>
<!-- /wp:post-content --><p>L'articolo <a href="https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/efficacia-ultra-partes-della-sentenza-nella-solitadieta-tributaria/">Efficacia ultra partes della sentenza nella solitarietà tributaria</a> proviene da <a href="https://dottrinafiscale.it">Rivista di Dottrina Fiscale</a>.</p>
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		<item>
		<title>Gli obblighi di monitoraggio fiscale applicati al trust estero: questioni irrisolte e prospettive evolutive</title>
		<link>https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/gli-obblighi-di-monitoraggio-fiscale-applicati-al-trust-estero-questioni-irrisolte-e-prospettive-evolutive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pennesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2022 21:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Numero 1/2022]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://dottrinafiscale.it/?p=317</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Rivista di Dottrina Fiscale ha carattere acca­demico ed è rivolta all’ampia platea di studiosi del diritto tributario che intendono approfondire tematiche giuridiche poste da questo settore ordinamentale. In particolare, la Rivista è destinata a contenere tipicamente contributi della dottrina su temi della fiscalità nazionale, europea e internazionale.</p>
<p>Scarica il PDF Sommario: 1 Introduzione. – 2. I soggetti del trust ai fini del monitoraggio fiscale. – 3. La disciplina del monitoraggio fiscale applicata al trust ante 2013. – 4. La disciplina del monitoraggio fiscale applicata al trust nel periodo compreso tra il 2013 <span class="more-button"><a class="more-link" href="https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/gli-obblighi-di-monitoraggio-fiscale-applicati-al-trust-estero-questioni-irrisolte-e-prospettive-evolutive/">Continue Reading</a></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Rivista di Dottrina Fiscale ha carattere acca­demico ed è rivolta all’ampia platea di studiosi del diritto tributario che intendono approfondire tematiche giuridiche poste da questo settore ordinamentale. In particolare, la Rivista è destinata a contenere tipicamente contributi della dottrina su temi della fiscalità nazionale, europea e internazionale.</p>

<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://dottrinafiscale.it/wp-content/uploads/2023/01/RDF-1-2022-n.8-Lorenzo-Pennesi.pdf">PDF</a></p>
<hr>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sommario: 1 </strong>Introduzione. <strong>– 2.</strong> I soggetti del trust ai fini del monitoraggio fiscale. <strong>– 3.</strong> La disciplina del monitoraggio fiscale applicata al trust ante 2013. <strong>– 4.</strong> La disciplina del monitoraggio fiscale applicata al trust nel periodo compreso tra il 2013 e il 2017 e la nozione di titolare effettivo. <strong>– 4.1</strong>. La posizione assunta dall’Amministrazione finanziaria con la Circolare n. 38/E del 23 dicembre 2013. <strong>– 5.</strong> La riforma del 2017 e la nuova nozione di titolare effettivo applicata al trust.<strong> – 6.</strong> I chiarimenti recenti dell’Amministrazione finanziaria in tema di trust e monitoraggio fiscale. <strong>– 7.</strong> La (non accettabile) posizione assunta dall’Amministrazione finanziaria nella bozza di circolare in pubblica consultazione. <strong>– 8.</strong> Conclusioni.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’istituto del trust ha assunto negli ultimi decenni una crescente importanza nella gestione della ricchezza su base transnazionale e, inevitabilmente, è divenuto oggetto della disciplina domestica in tema di monitoraggio fiscale e compilazione del Quadro RW. In questa prospettiva, l’introduzione della nozione di “titolare effettivo” unitamente alle peculiarità strutturali dell’istituto, estraneo alla tradizione giuridica continentale, hanno tuttavia comportato severe problematiche applicative, acuite da discordanti e talora irrazionali interpretazioni proposte dall’Amministrazione finanziaria. Il contributo, ripercorrendone in chiave critica i principali passaggi evolutivi, vuole definire l’esatto perimetro dell’obbligo di monitoraggio fiscale applicato al trust, prestando particolare attenzione alle principali figure soggettive che ne risultano coinvolte.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In the last few decades, the trust has assumed increasing importance in the management of wealth on a transnational basis and, inevitably, has become the subject of the domestic regulations on tax monitoring. In this perspective, the introduction of the notion of “beneficial owner” together with the structural peculiarities of a trust, which is traditionally unknown to civil law countries, have led to severe application problems, exacerbated by conflicting and sometimes irrational interpretations proposed by the Italian Tax Authority. The essay, by critically reviewing the main evolutionary steps, aims to define the exact scope of the tax monitoring obligation applied to the trust, paying particular attention to the main subjective figures involved.</p>
<p>L'articolo <a href="https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/gli-obblighi-di-monitoraggio-fiscale-applicati-al-trust-estero-questioni-irrisolte-e-prospettive-evolutive/">Gli obblighi di monitoraggio fiscale applicati al trust estero: questioni irrisolte e prospettive evolutive</a> proviene da <a href="https://dottrinafiscale.it">Rivista di Dottrina Fiscale</a>.</p>
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		<item>
		<title>La nuova transazione fiscale: problematiche operative in una prospettiva europea</title>
		<link>https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/la-nuova-transazione-fiscale-problematiche-operative-in-una-prospettiva-europea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosy Virzì]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2022 21:51:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Numero 1/2022]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://dottrinafiscale.it/?p=319</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Rivista di Dottrina Fiscale ha carattere acca­demico ed è rivolta all’ampia platea di studiosi del diritto tributario che intendono approfondire tematiche giuridiche poste da questo settore ordinamentale. In particolare, la Rivista è destinata a contenere tipicamente contributi della dottrina su temi della fiscalità nazionale, europea e internazionale.</p>
<p>Scarica il PDF Sommario: 1. Premessa. – 2. L’evoluzione storica della cd. transazione fiscale. – 2.1. I dibattiti circa la natura giuridica dell’istituto in esame e la compatibilità con il principio di indisponibilità dell’obbligazione tributaria. – 3. La disciplina giuridica attualmente vigente. – 3.1. Il <span class="more-button"><a class="more-link" href="https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/la-nuova-transazione-fiscale-problematiche-operative-in-una-prospettiva-europea/">Continue Reading</a></span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Rivista di Dottrina Fiscale ha carattere acca­demico ed è rivolta all’ampia platea di studiosi del diritto tributario che intendono approfondire tematiche giuridiche poste da questo settore ordinamentale. In particolare, la Rivista è destinata a contenere tipicamente contributi della dottrina su temi della fiscalità nazionale, europea e internazionale.</p>

<p style="text-align: right;">Scarica il <a href="https://dottrinafiscale.it/wp-content/uploads/2023/01/RDF-1-2022-n.9-Rosy-Virzi.pdf">PDF</a></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><strong>Sommario: 1.</strong> Premessa. <strong>– 2.</strong> L’evoluzione storica della cd. transazione fiscale. <strong>– 2.1.</strong> I dibattiti circa la natura giuridica dell’istituto in esame e la compatibilità con il principio di indisponibilità dell’obbligazione tributaria. <strong>– 3.</strong> La disciplina giuridica attualmente vigente. <strong>– 3.1.</strong> Il cd. cram down e la valutazione dell’Amministrazione finanziaria.<strong> – 3.2</strong>. La giurisprudenza di merito in relazione al cd. cram down dell’Amministrazione finanziaria. <strong>– 4.</strong> La compatibilità del cram down con la giurisprudenza comunitaria in materia di aiuti di stato. <strong>– 4.1.</strong> Il criterio del creditore privato nella giurisprudenza della Corte di Giustizia. <strong>– 4.2.</strong> La compatibilità dell’istituto del cram down e il principio del creditore privato. <strong>– 5.</strong> Considerazioni conclusive.</p>
<p style="text-align: center;"><strong style="font-size: revert;">Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: revert;">Le recenti modifiche apportate dal legislatore all’istituto della </span><span style="font-size: revert;">transazione fiscale generano perplessità in ordine alla compatibilità con la </span><span style="font-size: revert;">disciplina europea degli aiuti di Stato. In particolare, l’introduzione del cd. cram </span>down nell’ordinamento interno rischia di porsi in contrasto con la giurisprudenza europea, in quanto, prevedendo la possibilità di omologa della transazione fiscale da parte del Tribunale in assenza di adesione dell’Amministrazione finanziaria, contravverrebbe al principio del cd. creditore privato. Si tratta di un principio di origine giurisprudenziale, utilizzato come parametro di riferimento per valutare la conformità di una specifica transazione fiscale, e più in generale di ogni rinuncia ad un credito, alla disciplina in materia di aiuti di Stato.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">The recent changes made by the legislator to the institution of the tax settlement give rise to perplexities as to its compatibility with the European State aid rules. In particular, the introduction of the so-called ‘cram down’ in the domestic legal system runs the risk of being at odds with European case law, in that, by providing for the possibility of approval of the tax settlement by the Court in the absence of adherence by the tax authorities, it would contravene the principle of the so-called private creditor. This is a principle of jurisprudential origin, used as a reference parameter to assess the conformity of a specific tax settlement, and more generally of any waiver of a claim, with the State aid discipline.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un nuovo patto fiscale per l’Italia. Un progetto di manovra di finanza pubblica</title>
		<link>https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/un-nuovo-patto-fiscale-per-litalia-un-progetto-di-manovra-di-finanza-pubblica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Boria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2022 21:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Numero 1/2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Rivista di Dottrina Fiscale ha carattere acca­demico ed è rivolta all’ampia platea di studiosi del diritto tributario che intendono approfondire tematiche giuridiche poste da questo settore ordinamentale. In particolare, la Rivista è destinata a contenere tipicamente contributi della dottrina su temi della fiscalità nazionale, europea e internazionale.</p>
<p>Scarica il PDF Sommario: 1. Premesse. – 1.1. Ripensare la fiscalità del moderno Welfare State. – 1.2. La crisi del Welfare State e l’esigenza di una revisione dei postulati di finanza pubblica. – 1.3. La fase storica di transizione impone incisive riforme di finanza pubblica. <span class="more-button"><a class="more-link" href="https://dottrinafiscale.it/2022/11/29/un-nuovo-patto-fiscale-per-litalia-un-progetto-di-manovra-di-finanza-pubblica/">Continue Reading</a></span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Rivista di Dottrina Fiscale ha carattere acca­demico ed è rivolta all’ampia platea di studiosi del diritto tributario che intendono approfondire tematiche giuridiche poste da questo settore ordinamentale. In particolare, la Rivista è destinata a contenere tipicamente contributi della dottrina su temi della fiscalità nazionale, europea e internazionale.</p>

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<p style="text-align: justify;"><strong>Sommario: 1.</strong> Premesse. <strong>– 1.1.</strong> Ripensare la fiscalità del moderno <em>Welfare State.</em> <strong>– 1.2.</strong> La crisi del <em>Welfare State</em> e l’esigenza di una revisione dei postulati di finanza pubblica. <strong>– 1.3.</strong> La fase storica di transizione impone incisive riforme di finanza pubblica. <strong>– 1.4.</strong> La riforma del <em>Welfare State.</em> <strong>– 2.</strong> Le assunzioni logiche del progetto di riforma.<strong> – 2.1.</strong> Lo sviluppo economico del Paese. <strong>– 2.2</strong>. La riforma del <em>Welfare State.</em> <strong>– 2.3.</strong> La riforma del Fisco. <strong>– </strong><strong>2.4.</strong> Il rispetto dei parametri europei. <strong>– 3.</strong> Gli interventi della riforma di finanza pubblica. <strong>– 4.</strong> I singoli interventi di finanza pubblica. <strong>– 4.1.</strong> Imposta su capitale finanziario del 1% su patrimonio mobiliare dei residenti italiani. <strong>– 4.2.</strong> Dual Flat Tax. <strong>– 4.3.</strong> Global minimum Tax su imprese multinazionali.<strong> – 4.4.</strong> Imposte su transazioni digitali e su operazioni internazionali. <strong>– 4.5.</strong> Catasto delle imprese e delle professioni. <strong>– 4.6.</strong> Eliminazione reddito di cittadinanza e ripristino reddito di inclusione. <strong>– 4.7.</strong> Investimenti infrastrutturali. <strong>– 4.8.</strong> Incremento di occupazione nella P. A.. <strong>– 4.9.</strong> La “pace fiscale”. <strong>– 4.10.</strong> Altri interventi della riforma che non producono effetti di finanza pubblica, ma intervengono su sistemazione e riposizionamento del Welfare State. <strong>– 4.11.</strong> I condoni e la “pace sociale”. <strong>– 5.</strong> Effetti sociali della Riforma. <strong>– 5.1.</strong> Rilancio economia nazionale. <strong>– 5.2.</strong> Rilancio del <em>Welfare State.</em> <strong>– 5.3.</strong> La crescita della libertà positiva. <strong>– 6.</strong> Il gruppo di lavoro.</p>
<p style="text-align: center;"><strong style="font-size: revert;">Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: revert;">Il presente contributo rappresenta il frutto di un lavoro di </span><span style="font-size: revert;">ricerca avente come fine quello di analizzare il possibile impatto di una&nbsp;</span>riforma della fiscalità. Infatti, appare ormai irrinunciabile un piano di riforme organiche dell’ordinamento tributario nazionale in linea con le tendenze principali dei paesi moderni. L’obiettivo primario della finanza pubblica, senz’altro rappresentato da una politica economica di rilancio dell’economia nazionale, risulta attuabile solo mediante un profondo ripensamento dei tratti qualificanti del modello originario di <em>Welfare state.</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;">This paper is the result of research work aimed at analysing the possible impact of a tax reform. In fact, an organic reform plan of the national tax system in line with the main trends in modern countries now appears indispensable. The primary purpose of public finance, undoubtedly represented by an economic policy to relaunch the national economy, can only be achieved through a profound rethinking of the qualifying features of<br>the original<em> welfare state</em> model.</p>
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