Evasione fiscale e patto sociale

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Sommario: 1. Delimitazione dell’indagine e precisazioni di metodo e di merito: “ripulire” e “spezzare” l’ordinario incedere della ricerca. L’insegnamento di Thomas Kuhn. – 2. Ripulire e spezzare: l’insegnamento di Thomas Kuhn. – 3. Gli eccessi del potere fiscale e la trasformazione per opposti: l’”eccesso di peso” e l’”eccesso di iniquità”. Platone docet. – 4. Il potere e il consenso alla tassazione. – 5. Segue: obbedienza e disobbedienza, il voto politico nella postdemocrazia e la ribellione come esito estremo del dissenso. – 6. L’”eccesso di peso” e l’”eccesso di evasione” fra Antigone e Creonte: la pecca morale e la reazione incriminatrice. – 7. Il consenso e il pactum unionis al di là dell’art. 23 della Costituzione. – 8. La norma efficace come norma osservata in ragione del consenso. – 9. “A chi ha verrà dato e sarà nell’abbondanza e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha”: l’eccesso di iniquità nella distribuzione del carico fiscale e i diritti di libertà e di giustizia sociale. – 10. Il “nuovo” consenso, l’economia comportamentale e la neuroeconomia. – 11. L’”architettura delle scelte” nelle politiche pubbliche e la nuova fiscalità “olistica”.


Abstract: Questo scritto ha per temi l’evasione fiscale, il patto sociale e il rapporto che li lega. Questi fenomeni sono analizzati dal punto di vista eziologico, senza prendere in considerazione questioni meramente tecniche, statistiche, numeri, regole giuridiche e neanche, se non qua e là, le problematiche relative alla spesa pubblica, alla giustizia distributiva e alla disuguaglianza verticale e orizzontale della tassazione. Fattori, tutti questi, che senz’altro reagiscono sulla tenuta del patto sociale e sulla propensione all’evasione, ma che solo indirettamente interessano l’eziologia specifica dei fenomeni di cui si parla. La scelta di campo per studiare i fenomeni dell’evasione e del patto sociale in chiave eziologica non è quella usuale del positivismo formalistico e neppure della morale o dell’etica. Piuttosto la scelta è quella di scrostare la patina che tradizionalmente e tralaticiamente li avvolge ed esplorare territori diversi, in particolare quelli del “potere”, degli “eccessi”, della “disobbedienza” e del “consenso” e di dare finalmente all’economia comportamentale, alla neuroeconomia e all’architettura delle scelte lo spazio che ormai reclamano anche in ambito fiscale.

Abstract: This essay focuses on tax evasion, the social pact and the relationship that binds them. These phenomena are analyzed from an aetiological point of view, without taking into consideration merely technical questions, statistics, numbers, legal rules and not even, if not here and there, the problems relating to public spending, distributive justice and vertical and horizontal inequality of the taxation. Factors, all of these, which undoubtedly react on the tightness of the social pact and on the propensity to evade, but which only indirectly affect the specific etiology of the phenomena in question. The choice of field to study the phenomena of evasion and the social pact in an etiological key is not the usual one of formalistic positivism or even of morals or ethics. Rather, the choice is to peel off the patina that traditionally and traditionally envelops them and explore different territories, in particular those of “power”, “excesses”, “disobedience” and “consent” and to finally give behavioral economics, to neuroeconomics and to the architecture of choices the space that they are now claiming also in the fiscal sphere.